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  lastanzadi30anni [ Pensieri sparsi di una Trentenne ]
 
 
         
 


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10 novembre 2004

Venghino signori...

che la festa continui




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9 novembre 2004


Non c'è l'ombra di un bel niente in questo frigo della Casa Cannocchialesca.. E pensare che io volevo organizzare una bella cenetta per festeggiare in allegria la prossima votazione.... Vabbeh, andiamo a far la spesa?? Chi mi accompagna?




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9 novembre 2004

Ombre




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8 novembre 2004

Domande

Sono giorni che mi tormento con una quantità infinita di domande. A cui io per prima non ho voglia di trovare risposta.  Desidero una bella malattia stagionale per potermi accoccolare sul divano a imbottirmi di storie altrui, sorseggiando tazze su tazze di tè bollente e profumato accompagnate da biscottini di ogni tipo. Necessito che qualcuno mi giri la rotella sulla schiena e mi dia una bella caricata: da sola non ci arrivo.




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5 novembre 2004


Una storia d’amore si consuma vicino a me. E mi dà da pensare.


Lui. Un amico, coetaneo. Serio quando è il caso, ironico praticamente sempre. Profondo molto più di come si vorrebbe dipingere. Diversissimo da me, ma comunque molto vicino.


Lei. Giovane, giovanissima. Vitale e deliziosa. Carina, sorridente, profonda a modo suo, proiettata in avanti, con una voglia di crescere, ma senza bruciare le tappe. Travolta da una passione che non prevedeva e che non cercava.


Una storia nata un po’ per caso. Che nessuno dei due – in apparenza – stava cercando. Una storia che io osservo da lontano, con il mio sguardo curioso e un po’ della mia tradizionale (e insana) abitudine di immedesimarmi nelle storie che incontro.


Dalla mia postazione di spettatore privilegiato guardo lei, che dopo una tenue resistenza si è lasciata a andare a questa travolgente passione. Lei coi suoi 18 anni o poco più e la voglia di crescere e vivere e assaporare ogni istante. Lei che con gli occhioni spalancati lo guarda, rapita da ogni sua mossa. Lui, che tra tante ha scelto lei.


Poi sposto il mio sguardo su di lui. E non capisco. Non capisco cosa prova davvero, al di là dell’attrazione e della gioia, e di quella voglia di “rubare” da lei vivacità ed entusiasmo tipici di un’età che ormai non ha più. Mi domando cosa si raccontano nelle loro lunghe chiacchierate solitarie. Mi domando se non gli pesano mai quei 15 anni di differenza che ci sono tra loro. Non posso non ricordare quando pochi mesi fa diceva di pensare spesso ad un figlio, di aver voglia di famiglia e di nido vero. E osservare come tutto questo “cozzi” con la realtà che si sta creando. Mi chiedo perché questa sindrome da “Ultimo Bacio” proprio adesso.


Mi si dirà che l’amore è cieco, imprevedibile e contorto. Sarà, ma io da razionale quale sono fatico a scindere gli aspetti. L’importante penso sia essere sinceri. Con gli altri. E con se stessi. Avendo il coraggio di guardarsi dentro e di farsi qualche domanda, a volte.  Temo che presto fioccheranno delusioni inevitabili. Probabilmente per entrambi. Con una differenza: che tra i due c’è chi la scorza se la deve ancora fare.


Penso a lei che conosco poco ma che mi piace. Spero solo sarà capace di godersi il bello e di imparare a vivere le cose per quello che sono, senza aspettative, senza sogni, senza progetti.


 


Nota per gli amministratori e i coinquilini maschi: se vi va l'accettate come una considerazione su un due di picche. Se no mi gioco il jolly




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5 novembre 2004

INTERVISTA A... BOMBAY

Nei due mondi che frequento io (uno per lavoro e uno per affetto e impegno) le interviste si fanno così: domande a distanza sottoposte via fax o via email, cui risponderanno (nella migliore delle ipotesi) annoiati assistenti all'ufficio stampa, tra una telefonata e un cafferino. Niente fastidio di incontrarsi e se proprio si deve, domande comunque possibilmente banali, generiche e vaghe, rigorosamente concordate prima - che di 'sti giornalisti non ci si può mai fidare...


Ecco a voi l’intervista virtuale al coinquilino Bombay

 


1) Bombay e il blog: quando, come e soprattutto perché?

Dicembre del 2002. Dopo il mio primo viaggio in Palestina mandai per mail un articolo a Pino Scaccia che lo postò sul suo blog. Iniziai a conoscere il mondo dei blog. Quindi aprii iraklia.ilcannocchiale.it, diario del mio terzo viaggio in Palestina. Che attendo di riaprire al più presto. Perché? Perché un blog riesce ad amplificare la tua voce anche quando le testate giornalistiche non lo fanno. Bombay è un blog personale, un racconto di una parte di me o meglio: di una parte del mio sentire questa vita.


 2) Bombay e Milano: qual è l'angolo più bello? Quali sono i 4 posti a cui sei più affezionato e legato in città? E se arriva un amico da lontano che Milano gli presenti?

Amo la mia città visceralmente. Parafrasando Woody: non potrei immaginare di vivere in un altro luogo che non sia Milano. È una città che va scoperta con calma. Meglio in bicicletta, e di notte. Piazza Sant’Ambrogio, il parco delle Basiliche, piazza dei Mercanti, via Bagnera, Santa Maria delle Grazie, Chinatown. E poi tante strade con i suoi magnifici palazzi. Quando ho fatto visitare Milano a qualcuno che non la conosceva è sempre ripartito con una felice scoperta nel cuore.


3) Bombay e la scrittura: dove nasce e come si manifesta una passione?

Più o meno quando mi appassionai alla lettura in maniera profonda. Al liceo. Sognavo con Hemingway. La vita, per me, va vissuta fino in fondo sempre (sarà banale ma è quantomai difficile) e scritta.


4) Bombay e il mondo: un'attrazione verso i luoghi più sfortunati e le aree "difficili" e dimenticate. Ma perché proprio la Somalia? 

Difficile spiegarlo. In certi luoghi mi sento vivo come non mai, sento il sangue scorrermi nelle vene. Sento un’energia, una voglia di fare, girare, parlare, capire e scrivere senza eguali. La Somalia è un sogno che voglio raggiungere al più presto: è un non luogo, con un non governo, dove la vita non vale assolutamente niente. E poi sono cresciuto col mito del giornalismo investigativo e là è morta una delle nostre più brave giornaliste, Ilaria Alpi. Bè, c’è del lavoro da portare avanti. E poi la gente deve sapere. Invece, oggi, dedichiamo pagine e pagine al possibile impianto di capelli del nostro premier. E diventiamo sempre più squallidamente aridi.


5) Bombay e le cose: che c'hai sulla scrivania? Quali sono le tre cose da cui non ti separi mai?

L’agenda Passia stampata in Palestina. Con tanti numeri di telefono utili per quando ci si reca in quei posti (e tanti numeri di giornalisti-baroni che continuano metodicamente a rimbalzarmi). Un quaderno. Una penna.




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4 novembre 2004

Superuomini? Superdonne ... normali

Dare un volto alle parole.

Ho pensato e ripensato a cosa scrivere. A come commentare un incontro. Una cena. Due donne curiose, a cui piace parlare e raccontarsi. Tre ore di chiacchiere fitte, tra un bicchiere di vino e una grappa al moscato.

Arrivo con il mio solito anticipo strepitoso nel locale che ho scelto io e che mi fa sentire un  po' più a  casa. Penso che sono davvero una ragazzina a volte, nervosa, con la paura perenne che ho di deludere e di tradire le aspettative. Poi la vedo. La saluto e comincio nervosa a toccarmi capelli e ad alzare il bicchiere, per tenere occupate le mani. Poi, quasi subito passa.  Strana sensazione, quella che provo mentre le parole scritte si trasformano pian piano in lineamenti e sguardi e gesti.

Buffa conversazione la nostra deve essere parsa ad un ascoltatore esterno. Alterniamo domande e introduzioni degne di due perfette sconosciute (l'origine del mio nome, il suo lavoro) a confidenze intime e commenti su "amici" comuni.

Quando ci salutiamo, velocemente, su un taxi, penso al post che scriverò. Penso che mi piacerebbe riuscire a fissare questa serata. Penso che - nonostante tutto - non mi importa di sapere che effetto ho fatto, perché sono - stranamente - tranquilla così. Penso che questa serata mi piacerebbe bissarla, che quella sensazione che avevo di somiglianza e di vicinanza non è stata in alcun modo delusa. Mi domando che effetto mi farà, domani, leggere i suoi post e i suoi commenti e sapere da chi provengono.




 




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3 novembre 2004

Mi si consenta

Leggendo questo su Repubblica, poco fa

Kerry ammette la sconfitta

BOSTON - Sono le undici del mattino quando il senatore democratico John F.Kerry, chiama al telefono il presidente Bush per ammette la sconfitta elettorale. Si chiude così, senza l'annunciata battaglia legale, la corsa alla Casa Bianca. Il senatore del Massachusetts parlerà ai suoi sostenitori alle 19, ore italiane. Poi sarà la volta di Bush che con un discorso alla nazione annuncerà la vittoria. I democratici hanno valutato che non ci siano speranze di vincere nello Stato conteso dell'Ohio senza il quale Kerry non ha possibilità di essere eletto. Bush dovrebbe essersi imposto nello Stato con un margine di 130.000 voti. Non si dovrebbe procedere, dunque, al conteggio completo di tutti i voti in Ohio.

mi si consenta un unico, ma sentito commento:

MA VAFFANCULO!




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3 novembre 2004


"Ciò che distingue l'uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ciò che distingue l'uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa". (J.D. SALINGER, Il giovane Holden)

Questo che gli autori ci han dato oggi potrebbe davvero essere un bel titolo di tema, di quelli su cui professoresse di italiano illuminate potrebbero far riflettere i propri ragazzi liceali. Inutile dire che io di professoresse di italiano illuminate non ne ho mai avute  (anche se di una, ormai ex da un'infinità di tempo, sono figlia), per cui il concetto di cui sopra sarà - ancora una volta - spunto per qualche personalissima e confusa considerazione.

Il tema è di quelli che scaldano i cuori ed accendono gli animi, perché a ben vedere dietro ci sono due filosofie di vite assai diversa. Inutile dirlo, ma io mi schiero apertamente con la seconda, da sempre. Pur avendo un atteggiamento un po' pessimistello (a proposito di bicchieri mezzi pieni e mezzi vuoti, vi consiglio questa lettura qui), cerco da quando sono nata di accettare la mia normalità (di cui ormai vado anche abbastanza orgogliosetta) e mi rendo conto che la cosa non è niente facile, ma molto stimolante. Non mi son mai piaciuti gli eroi tormentati (inutile dire che "Il giovane Holden", letto quando ero ormai vicina alla maggiore età, non ha rappresentato quasi nulla nel mio cammino verso la crescita individuale...), quelli che hanno un atteggiamento in perenne conflitto col mondo, che lo rifuggono, o che - quando cercano di cambiarlo - sono iper drastici e assolutisti. Non mi sono mai piaciuti, appunto, nè quelli di fantasia, nè quelli reali. A dire il vero li ho sempre considerati un po' coglioni. Quelli che ti guardano con gli occhi sgranati quando dici che hai un lavoro, una casa, certi amici (pochi, ma buoni), che hai accanto un compagno di vita da oltre 7 anni, che spesso ti fa ridere e qualche volta anche arrabbiare. E che sei tutto sommato felice, anche se a volte ti butti un po’ giù, o se vieni colto da incredibili e incomprensibili tristezze. Quelli che quando gli racconto di me sgranano gli occhi e dicono “Ma come fai? Ma non ti stufi? Ma dove sono le emozioni forti, le passioni travolgenti?”… Beh, io a questi non ci credo. Tutta invidia, mi sa, quella di chi deve sempre cercare qualcosa di nuovo, qualcuno di nuovo. Quella di chi non riesce a leggere il bello in ciò che lo circonda e allora scappa, fugge, cerca fuori da sé nuovi sconvolgenti ed entusiasmanti passioni.

Sarò strana, sarò una persona “banale” e un po’ scialba, ma nella mia vita mi guidano valori e convinzioni profonde, che “metto in pratica” ogni giorno. La mia rivoluzione è quotidiana, non dà nell’occhio, ma c’è. A scappare si farebbe molto prima, spesso. Affrontare la realtà, trovare la bellezza in ciò che si ha attorno, riuscire a apportare piccoli cambiamenti in chi ti sta intorno… questa è una grande rivoluzione. E non solo perché ho trent’anni e quindi tocca  fare i “maturi” e  non sta più bene correre e “pazziare”, ma proprio perché  ci credo. Profondamente. Da sempre.




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2 novembre 2004


::::::::::OTTAVA PROVA::::::::::::

Faccia da blog


La piattaforma suggerisce e incoraggia gemellaggi e affratellamenti casuali.

Navigando navigando recensisci un blog (facci scoprire qualche nuovo click)!


Sì vabbeh, la fanno facile questi autori spietati.... A parte il fatto che "navigando navigando" dovrei non lavorare, (che oggi mi è già iniziata la giornata da 8 ore e io sono stanca e ho taaante cose da fare.. .), ma poi come si fa a recensire un sito??? Per ora vi basti questo link, ad uno dei siti più divertenti e ben scritti in cui mi sia mai imbattuta: x§°nalita' c°nfu§a   La descrizione che rende meglio l'idea la dà da solo...


Personalità Confusa è un'entità digitale multipla. I testi del suo blog sono scritti da uno speciale software installato sul server collegato in wireless con quattro diversi esseri viventi: una pecora, un tonno, una pianta di gerani e un impiegato che sta perdendo il posto di lavoro.

Ognuna delle quattro creature ha un piccolo modem innestato nell'encefalo: da lì, attraverso un grande network neurale, gli impulsi e le idee vengono trasmessi via satellite (e/o con segnale digitale terrestre) al computer centrale che proprio grazie all'innovativo software frulla tutto, elabora, digerisce, rutta e quindi aggrega i materiali e compone i post, ossia i testi che si possono leggere sul blog.

In più, parte della redazione del blog è affidata in outsourcing a collaboratori esterni: Papa Wojtyla, la cassiera n. 16 dell'Esselunga di Via Rubattino in Milano, un malvagio direttore marketing laureato in web trends e la collega dirimpettaia dello stesso impiegato di cui si diceva sopra.

A semplificare le cose contribuisce la grafia del titolo del blog, che secondo alcune fonti è X§onalitaconfusa, secondo altri  x§°nalita' c°nfu§a, abbreviato poi in X§ per la comodità dei pochi lettori che riescono a trovare il simbolo § sulla tastiera.






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31 ottobre 2004

Tonight

 Il destino di avere amiche che lavorano in grandi agenzie di PR è che ogni tanto ci scappa qualche invito... Come da tradizione, ormai, stasera mi aspetta la mega Hallloween Heineken Night di Milano.... 

E come da tradizione, dopo un'ora in quella bolgia dove si beve solo birra (che io non ho mai sopportato) me ne tornerò a casetta, giurando che però è l'ultima volta e che l'anno prossimo ai morti ce ne partiamo per un bel weekend....




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31 ottobre 2004

Non so se è una questione di destino...

(Non so se è proprio una questione di destino, ma forse a ben vedere sì.)

Ieri sera ho visto "Le chiavi di casa". Il fatto che un film ti faccia ragionare e riflettere è già di per sè un buon segno, per come la vedo io (e siccome spesso questo è il criterio che uso a me sembrano belli e buoni anche film che al resto del mondo non piacciono e viceversa... ma questa è un'altra storia).  Mi ha fatto riflettere, quindi. E siccome per una forma di egocentrismo misto a grande sensibilità ho l'abitudine di rapportare ciò che vedo a me e mi faccio molto coinvolgere dalle situazioni, anche stasera è andata così..

E a costo di sembrare una crudele e senza cuore ammetto che nei panni di Kim Rossi Stuart, che si ritrova - dopo 15 anni - davanti ad un figlio  con problemi di handicap  - io sarei probabilmente scappata. Forse - in un'occasione del genere - il mio grillo parlante incorporato ed iperattivo, che mi dice di continuo cosa è giusto fare e cosa il modno si aspetta da me, forse per una volta non sarei riuscito ad ascoltarlo. Andrò in controtendeza, ma le situazioni davvero dolorose mi annientano e mi paralizzano. Che sono e sono stata una ragazza fortunata ho già avuto modo di dire. Così è. Non ne faccio un vanto ed anzi, colla mia indole semicalvinista (che se fossi cattolica io, andrei in giro col cilicio) me ne colpevolizzo quasi.

A 16 anni ho cominciato a sentire forte l'esigenza di dover fare qualcosa per il mondo, per gli altri. Esigenza talmente forte che ho provato in più occasioni, accompagnandomi alla compagna di banco (che ora fa la cooperante in Africa, e che già allora aveva chiara la sua strada) ho provato a cercare la mia. Telefono amico, mensa per i poveri, assistenza ospedaliera... Ma ogni volta che mi avvcinavo ad una situazione di dolore profondo e reale, il mio fisico reagiva con una semi paralisi e una crisi di pianto talmente forte da non riuscire a fare nulla. Inutile dire che il passo immediatamente successivo vedeva la mia coscienza assalita da milioni di sensi di colpa ulteriori.

Ci ho messo anni a capire che - semplicemente - quella non era la mia strada. Che la mia sensibilità eccessiva non è un sinonimo di lavarmene le mani o di chiudere gli occhi. Che io la coscienza che il mondo - in molte parti e per molte persone - è brutto, difficile e pieno di storture ed ingiustizie, ce l'ho chiara. Che io, insomma, avevo altre qualità ed altre capacità e che forse la mia forma di impegno doveva essere più "generale". Non avrei aiutato singole persone, ma avrei cercato (nel mio piccolino) comunque di "migliorare il mondo". La mia strada l'ho trovata per anni nella politica. Quella fatta di piccole cose, di chi si sa sporcare le mani, mosso da un ideale e da un sogno... Non sarà la stessa cose, ma è credo che ognuno debba essere capace di accettare anche i suoi limiti... ed in un certo senso il suo destino.

 

 




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29 ottobre 2004

Prova speciale women only

Lo sport di sbloggata: una vera impresa


Alla fine ce l’hanno fatta. Sembra ieri quando la signorina Sbloggi e la sua squadra hanno fatto il loro primo ingresso in piscina: l’odore del cloro, il colore azzurro degli spogliatoi, il sapore del digiuno prima di entrare in acqua, la forma di quelle orrende cuffie in testa, il rumore delle urla di quell’uomo che con sguardo vigile li segue  e con fare deciso urla con potenza:  “I ranisti a destra fanno 4 vasche, il resto prosegua con il dorso!”.

Fatica, sudore che si mescola con il cloro della piscina. Ore e ore a percorrere avanti e indietro quelle vasca. Mattina, pomeriggio, e poi concludere con un’immersione serale.
L’obiettivo è chiaro,  bisogna farcela, tutti insieme, arrivare in fondo. C’è tanto nervosismo nell’aria, tanta tensione, irritabilità, inquietudine…ma c’è qualcosa di più grande, che il tempo ha consolidato, che i dissapori hanno rafforzato… IL GRUPPO.

Non è stato sempre così, la stessa Sloggi ha dichiarato: “ho avuto un piccolo cedimento, non li reggevo più”. Ma alla fine ce l’hanno fatta. E questo ormai è’ un Gruppo che sta per tagliare un nastro per il quale da tanto tempo corre, si incontra, cresce e si arrabbia.







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29 ottobre 2004

IL GRILLO PETULANTE

"Avessi avuto il Grillo Parlante.." questa è la prova di oggi.

A dire il vero per quanto riguarda la signorina (pardon, signora) Trentanni  il problema è tutto diverso... Io il Grillo Parlante ce l'ho saldamente ancorato al cervello. Da quando sono nata.  Ebbene sì: condannata alla saggezza perpetua. Mai un colpo di testa, mai una picocla follia, mai un gesto totalmente incosciente... Sempre lì a valutare i pro, i contro, i come e i perché. A far ragionamenti, a ponderare qual è la via migliore. A farsi il mazzo, preoccupata del giudizio del mondo...

Io se potessi il mio Grillo Parlante personale lo manderei in vacanza per un po', a godersi il sole tropicale di un'isoletta deserta, così, per rilassarsi, dopo tutto 'sto lavoro faticoso fatto in trent'anni. In un bel posticino, rigorosamente isolato. Niente mail,  niente telefoni, niente piccioni viaggiatori, che lo so che lui è stakanovista e non ci riesce se no a staccare come si deve... Non per tanto, solo qualche giorno. Giusto il tempo di fare quelle scelte che da tropo tempo non ho il coraggio di fare...




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28 ottobre 2004

ACCOPPIA IN COPPIA (con ecarta)

Ed ecco il risultato dei nostri sforzi:

BLOG - CANNOCCHIALE  e su casina nostra non si scherza!

BERLUSCONI - BANDANA ci ha messo mesi, ma alla fine, dopo aver provato a infilarla in ogni dove,  ha capito che era fatta per mettersela sulla testa e ha voluto che in tutto il mondo sapessero quanto è bravo!

GATTO - TOPO (alias tom & gerry) - che in realtà si vogliono un gran bene, ma li costringono da sempre a far gli scemi per divertire i bimbi - (vero socio???)

SOLE - LUNA    beh, ce lo ha insegnato Jovanotti quando eravamo pischelli, no???? accoppiata vincente

ASTRONAVE - GALASSIA   star trek, la nostra infanzia...

CANCELLIERI - MERZ  che per smaltire la ciccia in eccesso hanno deciso di fare un soggiorno sull'esclusiva isola degli astiosi...

 
DONNA OBESA – MAIALE no, non è per i motivi che pensate l'abbinamento, al contrario... intendevo dire che per la donna obesa vale il discorso che si fa per il maiale... “nun se butta gnente”


ARCURI – COCO “Celo celo celo celo... manca!” In realtà la prorompente attrice è solo una inguaribile nostalgica degli scambi di figurine Panini di calciatori delle elementari.


MULO – JOHN HOLMES  ...

DAVID HASSELHOFF – CESSO  Tutti e due si prodigano per il benessere dell'uomo, tutti e due hanno continuamente a che fare con mulinelli d'acqua e stronzi che rischiano di affogare.


TETTE – PAMELA ANDERSON Levamo mettemo levamo mettemo...
Allora... che c'è rimasto...

SELENE – COSI STRANI OVOIDALI Ambedue, qualunque cosa siano ora, un tempo erano senz'altro meglio (cfr eCarta 5/5/04)...

SESTA PROVA – BONUS PACK
Svolgendo la prova però un particolare curioso non è sfuggito agli attenti occhi della coppia del secolo. Berlusconi poteva essere associato a qualunque soggetto della prova! Ecco la dimostrazione, fuori concorso, tanto per dimostrare che a noi non la si fa.
BLOG: Chi lo ama e chi lo odia, è in assoluto l'argomento principe di questi mezzi di comunicazione. Certo, non lo troverete sempre citato col suo vero nome, ma gli appellattivi sono tutti noti.
Galassia: Questa immagine, tratta dal best-seller “Una storia italiana”, è eloquente.
Donna obesa: Questa foto è un'elaborazione ad un supercomputer. Inserendo i dati di QI, aspetto fisico, charme e simpatia del Cavaliere ed omettendo alla macchina solo le sue condizioni economiche, le si è chiesto di elaborare la sua donna ideale.
Gatto: Quella volta che con queste bestiole volevano farlo fuori... (ultimo articolo della pagina). E, dal Vangelo secondo Silvio: “Il motivo? [di discussioni in famiglia NdR] Sempre il solito, comune peraltro a tante famiglie: ”Succede quando c'è da accogliere in casa qualche nuovo inquilino: un cane, un gatto, uno scoiattolo. Io voto contro, regolarmente, ma regolarmente perdo”. Anche i familiari lo vogliono fare fuori?!?
Bandana: Anni '60: l'Avvocato porta l'orologio sopra il polsino. Tutta l'Italia lo imita. Anno 2004: Silvio Berlusconi va in giro in bandana. Emilio Fede lo imita.
Manuela Arcuri: Sia Berlusconi che la Arcuri hanno scaricato Coco... in più l'Arcuri, come spesso avviene, è stata pagata dal PrdCons per far finta di svolgere indagini.
Cancellieri: Tutti e due hanno fatto parlare di sé grazie a un'isola: la Cancellieri in un reality, Berlusconi distruggendo la Sardegna a suo uso e consumo. Inoltre, coi cancellieri si sa che Berlusconi ha sempre a che fare...
Asino: ...
Coco: E' stato nel vastissimo libro paga del Cavaliere, uno dei pochi privilegiati ad avere un “co” di meno.
Ratto: Il ratto è un animale che vive in luoghi poco puliti, con poca luce, spesso le donne ne sono schifate, l'uomo con la ragione tenta di annientarlo da sempre ma invano, per non farsi crescere gli incisivi a dismisura è costretto a rosicare all'infinito...
Alessia Merz: Personaggio antipatico, vanesio e che ama circondarsi di idioti. Conta innumerevoli anti-fanclub, sempre costretti a chiudere per azioni legali. Almeno però è bona, lei.
Luna: Mai visti prima tanti suoi chiari quanti da quando al Governo c'è lui.
David Hasselhoff: Ambedue sono scesi in campo per salvare gente, ambedue in realtà recitavano e lo facevano solo per soldi.
Tettone: Grazie all'avvento delle sue tre reti ne abbiamo viste tante, tante tante... fosse l'ultima volta che glielo dico, GRAZIE.
Selene: Similitudini facili ma troppo cattive. Non se le meriterebbe davvero. Selene.
Star Trek: Ah no era Balle Spaziali... e qui che ci scrivo?!?
Maiale: Spesso i mafiosi lo usavano per far sparire la prova di omicidi... No, questa è terribile... la ritratto.
Pamela Anderson: Eheheheh... sì, è la chirurgia estetica il punto in comune, ma come potete notare, i risultati non sono proprio gli stessi...
Tazza del cesso: ...
Cannocchiale: Tutti e due puntano in alto ma di solito non se ne trovano di più alti di un metro circa.
Cosi strani ovoidali: Non ho capito bene che sono ma mi fanno un po' schifo.
John Holmes: Trenta centimetri di dimensione artistica uno, trenta centimetri di tacchi l'altro.
Sole: Ne dà tante...




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27 ottobre 2004

Segni sulla pelle

Premessa: io sono un tipo abbastanza anonimo. Superata l'infanzia, in cui ero una buffa bimba cicciotta col caschettone biondo e il sorriso stampato in faccia (o per lo meno mi piace ricordarmi così, con quella faccia da chiacchierona in salopette di una delle mie foto preferite sui 4-5 anni), sono diventata una normalissima ragazzina (e poi ragazza e poi - ahinoi - donna). E siccome mi son sempre accompagnata ad amiche molto carine, molto particolari o molto simpatiche, di me che della normalità  e dello stare "in mezzo" ho fatto la mia bandiera di vita (come già ricordato qui), non si ricordava mai nessuno.


E a ben guardare in effetti non ci sono grandi segni di riconoscimento: due piccole cicatrici sul mento (ricordo di quel poco sport che ho fatto nella mia vita, prima di trasformarmi in una pigra da competizione), un naso "importante", ma nella norma,  un biondo ormai slavato, altezza media, peso medio, e così via. Nulla che salti all'occhio.


Perché io rimanga impressa tocca conoscermi meglio, averne la pazienza, la voglia, l'occasione. Andare a scoprire cosa si cela dietro la facciata anonima, tra quelle migliaia di nei che mi ricoprono il corpo. Piccoli, curiosi, al primo impatto quasi fastidiosi e un po' banali, ma in realtà - almeno per me - affascinanti ed unici.  Sono così, io. E' sotto che celo, nascoste piccole qualità. Ci vuole pazienza, molta pazienza...




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26 ottobre 2004





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26 ottobre 2004

Di valigie, viaggi e compagnia

Di viaggi e valigie ho già parlato mille volte qui, qui  e in un certo senso anche qui. Ormai, dopo anni di vita da pendolare nazionale non riesco a non storcere il naso quando vedo un biglietto del treno o dell'aereo, quando lo sguardo mi casca sulla valigia sempre mezza piena (da svuotare o da finire di riempire) che sta ai piedi del letto. Proprio stamattina ripetevo quanto sono stanca di questa vita in su e in giù, provvisoria, scollegata. Fatta di sveglie all'alba e di tragitti sempre uguali. Di città che non ho più voglia di scoprire e di porti sicuri in cui riparare le mie stanche membra quando viene sera. 

Non vorrei finire col confondere questa itinerante monotonia con il concetto in sè del viaggio. Con quell'adorabile sensazione di impaurita curiosità che mi assale quando salgo sulla macchina appena noleggiata in un paese sconosciuto e - cartina alla mano - comincio a conoscere un mondo tutto nuovo. Questo sì che è viaggiare!!!




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26 ottobre 2004


Se c'è una cosa che non mi appassiona è il solito dibattito "Meglio Milano-Meglio Roma". Ma chissenefrega? Milano è Milanoi, Roma è Roma.

 

Io se vado avanti così comincio ad odiare tutte e due!




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25 ottobre 2004

Tentazione alcolica del weekend

 




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